cantautorato

L'Ultimo Regionale

Enzo

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गीत

Il vetro suda freddo sul mio viso
Tre anni chiusi in questo paradiso
Di plastica e di ruggine che va
Verso una notte senza identità
Stringo un biglietto mai timbrato allora
Quando credevo fosse ancora l'ora

Il caffè del distributore sa di ferro
In questo spazio che è come un atterro
Una vecchia rammenda un guanto stanco
Il mondo fuori è un grande foglio bianco

Non torno per chi aspetta sul portone
Non cerco casa, né una spiegazione
Torno a scusarmi con quel me bambino
Che ho abbandonato lungo il mio cammino
Scusa se ti ho lasciato tra i binari
In mezzo a inverni lunghi e solitari

Scusa
Se ti ho lasciato lì
Senza un perché
Senza di me

Le ruote cantano una vecchia nenia
La malinconia qui non è un'infamia
È una coperta stesa sulle spalle
Mentre la luna scivola a valle
Guardami adesso, ho il passo più pesante
E un cuore che è rimasto un dilettante

La nebbia mangia i fari della scalo
Ogni ricordo è un piccolo regalo
La vecchia ha smesso, guarda la pianura
Io guardo dentro la mia stessa cura

Non torno per chi aspetta sul portone
Non cerco casa, né una spiegazione
Torno a scusarmi con quel me bambino
Che ho abbandonato lungo il mio cammino
Scusa se ti ho lasciato tra i binari
In mezzo a inverni lunghi e solitari

Ti ho perso a una fermata di provincia
Dove ogni storia trema e poi comincia
Eri la luce, io sono l'ombra scura
Che torna indietro per la sua paura
Per dirti che non eri tu lo sbaglio
Ma io che ho perso il filo del bersaglio

Non torno per chi aspetta sul portone
Non cerco casa, né una spiegazione
Torno a scusarmi con quel me bambino
Che ho abbandonato lungo il mio cammino
Scusa se ti ho lasciato tra i binari
In mezzo a inverni lunghi e solitari

Eri tu
Il lato vero
Di questo viaggio
Così nero

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